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3 Febbraio: Festa di S. Biagio (Patrono del Paese)
Ottavario: 9 febbraio 2008
IV° Edizione "Sagra della Salsiccia Monticellana": 16 - 17 febbraio 2008
Luglio-Agosto: Monte San Biagio d' Estate
16 Agosto: Festa di S. Rocco
3° Domenica di Agosto: Sagra del Fico
25 Ottobre: Fiera di S. Innocenzo (merci varie e attrezzi agricoli)
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Il più antico documento che parla di una chiesa a Monte San Biagio - allora si chiamava Monticello di Fondi - dedicata a San Biagio, risale al 1308. Detta chiesa si trovava a mano destra subito dopo la prima curva salendo al paese dalla via Appia, attualmente è una casa rurale e la zona ad essa circostante conserva ancora il nome di "San Biagio".
Il 6 giugno 1599 il vescovo di Fondi, Giovanni Battista Comparini, durante una sua visita pastorale, visitò questa chiesa, però la devozione verso San Biagio non era delle più vive, dal momento che il vescovo trovò questa chiesa in forte degrado, all' interno era presente una statua lignea di San Biagio, viste le condizioni il vescovo ordinò subito la totale risistemazione della chiesa. Continuando la sua visita, il vescovo Comparini giunse alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e neppure lì non si hanno riscontri di alcun affresco o busto che riguardasse San Biagio in quel periodo. Solo nel 1690 troviamo menzione di San Biagio nella chiesa principale in base ad una descrizione della stessa, scritta nell' Apprezzo dello Stato di Fondi datato 1690.
Negli ultimi anni del XVII e per tutto il XVIII secolo si assiste ad un notevole incremento del culto a San Biagio, alcuni manoscritti del 1700 parlano dell' arrivo di piccole reliquie del Santo, di grandezza "un' unghia circa" portate a Monticello di Fondi da alcuni fedeli e consegnate all' arciprete Isidoro Fiorillo della Collegiata di San Giovanni Battista.
Sempre a partire dal 1700 il culto si fa sempre più forte sicchè troviamo citazione a San Biagio sulla campana della chiesa di San Giovanni Battista fusa nel 1715 e nel 1727, anno di inizio dei lavori di ristrutturazione della medesima chiesa, venne costruito l' altare maggiore in cui sono raffigurate le insegne di San Biagio: il pastorale e il pettine di ferro legati fra loro per mezzo di un fazzolettino rosso.
Nel 1862 il paese dimostrò la sua totale devozione a San Biagio, infatti il paese cambiò il nome in Monte San Biagio con delibera del Consiglio Comunale del 20 dicembre 1862.

Il busto argenteo processionale di San Biagio era inizialmente custodito in uno stipo della vecchia sagrestia, chiuso da tre chiavi, di cui una era in possesso del parroco e le rimanenti due erano affidate ad altrettanti monticellani. Ancora più misteriosa è l' origine del busto argenteo di San Biagio che da alcune fonti risulterebbe del 1750 per opera di orafi campani commissionata forse da una nobile famiglia di Fondi? certa è la prima uscita a processione del busto di San Biagio datata il 1 maggio 1755 come di seguito riportiamo:
"Oggi primo maggio 1755 è stato portato processionalmente il glorioso San Biagio nostro protettore fora di questa terra nella chiesa della Madonna Santissima della Ripa, accompagnata da quasi tutto il popolo e si è richiesta l' acqua, atteso tutti li sementi erano quasi secchi etc."
Antonio Paduano Cancelliere
Il busto argenteo viene ogni anno lucidato prima della sua esposizione e uscita in processione, il busto cavo pesa poco meno di 100 kg e poggia su una base di legno dorato cesellato a mano, il Santo è raffigurato in atto di benedire e tiene, nella sinistra, il pastorale e il pettine di ferro. E' rivestito con il piviale e la mitra. Il razionale è costituito da un reliquiario contenente delle piccole reliquie del Santo.
Nel 1888 venne inaugurata l' attuale cappella in marmo contenente il busto di San Biagio come si legge sullo stesso altare:
INAUGURATO A DI' III FEBBRAIO MDCCCLXXXVIII PER CONTRIBUZIONE DEL POPOLO

Dei primi del '900 è l' Inno Popolare a San Biagio composto da Don Daniele Pernarelli e musicato dal maestro Giuseppe Ferrazzoli, ancora oggi l' inno viene cantato durante la processione del busto per le vie del paese il 3 febbraio:
O gementi ed afflitti da morbo A chi cura, devoti accorrete, Preci e doni concordi porgete Al Patrono che Dio vi donò Se ti opprime un affanno mortale, Se del male d' angina dolente, Qua t' affretta e San Biagio potente Protettor di tua vita sarà. Gli fu data dal Cielo promessa Di salvare dal male oppressi, Se pel Santo li miseri stessi Si facesser la grazia a pregar. Su, dei Santi fra l' inclita schiera, Egli gode, e s' asside beato, Ed ha sempre dal Cielo guardato I suoi figli con occhi d' amor. Questo popol t' elesse a patrono, E tu il salva dai tristi malanni, Pace ottiengli, e la pace degli anni Sempiterni sia pegno fedel. Al' Eterno sia lode, sia gloria, E pei meriti del nostro Gran Santo Tutti copra del largo suo manto E c' inviti a goderlo nel Ciel. |
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La memoria liturgica del 3 febbraio è il punto d' arrivo di un cammino di preparazione che inizia il 24 gennaio con la tradizionale "novena".
La sera del 2 febbraio ha luogo la benedizione del pane e dell' olio.
Il pane, che viene chiamato "paniciegl", ha la forma di dita della mano e benedetto, viene mangiato con devozione.
Con l' olio si ungono le gole, per mezzo di un pennellino. Il sacerdote, mentre traccia il segno della croce sulla gola dei fedeli, dice: "Per intercessione di San Biagio, vescovo e martire, il Signore ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male". Questo olio, imbottigliato in piccole ampolle, viene distribuito ai devoti in modo che i malati o chi impossibilitato ad andare in chiesa possa farsi benedire la gola.
Il giorno 3 febbraio ci sono SS. Messe ad ogni ora. Alla solenne celebrazione eucaristica fa seguito la caratteristica processione, che si snoda per le principali vie del paese. Il passaggio del busto risveglia lontani ricordi, suscita emozioni, è un invito a seguire il Signore che chiama, avendo per compagni di cammino San Biagio...Evviva San Biagio!


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