La leggenda fa risalire la presenza del primo insediamento umano in questo territorio al periodo preistorico, nel VII secolo a.C., quando distrutto Amiclae, villaggio a sud-ovest del Lago di Fondi, i superstiti si rifugiarono presso la sorgente San Vito, posta ai piedi del Monte Arcano. Qui fondarono un nuovo villaggio che, intorno al IV o V secolo a.C., diede i natali all' imperatore Servio Sulpicio Galba, secondo lo storico Svetonio.

Nel periodo imperiale questa zona fu caratterizzata dalla presenza di numerosi templi e ville romane e da qui l' odierna denominazione di Villa San Vito. Successivamente un' invasione barbarica distrusse anche il nuovo villaggio edificato costringendo i supersiti a rifugiarsi sul colle posto nelle vicinanze; fu proprio in questo periodo che, secondo la leggenda, nacque il primo nucleo abitato sulla collina dove ora sorge Monte San Biagio.

Le origini del paese, come testimoniano le caratteristiche urbane del centro storico, si fanno risalire all' età medievale quando intorno al Castello, roccaforte del Ducato di Gaeta prima (867-906) e Fondi poi (934), al confine con il Latium nacquero varie abitazioni.

Il Castello fu edificato su ruderi romani dei quali si osserva circa un metro di cementizio incorporato nella base di esso a pochi metri dal Portone, altra storica derivazione della odierna denominazione della corrispondente zona del Centro Storico.

La prima notizia certa è relativa al Castrum Monticelli e appare in un atto dell' Archivio Cassinese stipulato nel 1099 nella Rocca di Monticelli, allora abitata da Crescenzo, figlio del defunto Giovanni, Console e Duca di Fondi. In questo atto è scritto che Crescenzo, abitante nella Fortezza di Monticelli, vende a Docibile Gattula, abitante a Castro Asprano, un appezzamento di terreno per costruire una casa nell' interno di Castro Asprano.

Nacque così il Castrum Monticelli e più tardi l' Universitas Monticelli, la cui storia è legata a quella di Fondi, con la quale spesso si intreccia e si confonde. Nel 1145 il feudo di Monticelli passò sotto il dominio della famiglia dell' Aquila e, non essendoci più discendenti maschi, fu affidato a Giovanna dell' Aquila, che sposò un componente della famiglia Caetani, Conti a Fondi, di cui erano più noti rappresentanti Onorato I ed Onorato II.

Successivamente passò sotto ai Colonna, dai Colonna ai Carafa, ai Mansfele ed infine ai Di Sangro, di cui l' ultimo erede fu il Principe Giuseppe Di Sangro, al quale il Comune intentò una causa al fine di rientrare in possesso della terra demaniale. Tra la fine del XVIII e l' inizio del XIX secolo, per la sua collocazione lungo una importante via di comunicazione, l' Appia regina viarum, e l' importante posizione strategica che occupava, fu sottoposta ad ogni sorta di prepotenza e di angherie.

Nel 1778 il Paese subì l' invasione delle truppe francesi che incendiarono e devastarono i due archivi comunali e parrocchiali, facendo perdere ogni eventuale traccia sulle origini del Paese.

Il periodo che va dal 1860 al 1870 è da ricordare con particolare attenzione in quanto, trovandosi quasi nella "Terra di nessuno", ai confini dello Stato Pontificio ed il Regno di Napoli, fu preda di saccheggi e devastazioni di ogni sorta da parte dei briganti che trovarono nella zona un luogo sicuro, lontano da entrambe le autorità.

Nel 1862, dopo la proclamazione dell' Unità d' Italia, il Prefetto invitò il Sindaco di "Monticelli" a cambiare denominazione al Paese perchè veniva confuso con Monticelli di Rocca Guglielmina (Esperia), per questo gli fu dato il nome di Monte San Vito, che a sua volta veniva confuso con l' omonimo paese in provincia di Ancona. Allora il Prefetto ordinò un' ulteriore mutazione di denominazione; così, nella seduta del 20 dicembre 1862, il Consiglio Comunale, decise di dare al Paese il nome di Monte San Biagio in onore al Santo Patrono, delibera approvata con Regio Decreto del 18 gennaio 1863.

Un ringraziamento particolare al prof. Dario Lo Sordo, per quello che ha saputo dare ai monticellani, facendo riscoprire fatti, avvenimenti e cose del nostro passato storico e non per ultimo alla sua gentile concessione di farvi leggere le "sue pagine di storia" sul sito dell' Associazione Culturale "Il Portico dello Scacco". Per accedere alla lettura seguite il link sottostante: