Questa sezione vuol essere una ricerca storica dei cognomi delle famiglie più note o meno del nostro paese.

Confessiamo d' essere stanchi di imbatterci quasi esclusivamente in alberi genealogici di prestigiose casate; sentiamo necessario e doveroso l' impegnarci nel ricordare chi, con "sangue sudore e lacrime", ha permesso a queste di divenire note o anche solo le più numerose di Monte San Biagio.

Il territorio del nostro paese era, ed è tuttora, popolato da una miriade di cognomi che a loro modo hanno fatto in un certo senso la storia: è nostra intenzione cercare di fissarne alcuni che albergarono nella zona di Monte San Biagio e Vallemarina magari scomparsi del tutto o noti prima di diffondersi in Italia e nel mondo. Questo tentativo potrà avere un qualche seguito solo se chi è interessato vorrà attivamente collaborare inviando propri contributi da pubblicare su queste pagine.

Il casato dei LIVOLI è molto antico e le sue origini risalgono al 1300, da notizie tramandate attraverso gli avi si conoscono i primi nuclei originari della Giudea di Fondi. Negli annali Capitolini si cita un Cesare Livoli che fu Littore nel 1306 e suo figlio Carlo divenne un noto armatore a Gaeta fin oltre il 1330.

E' di Papa Clemente VII il riconoscimento di onoreficenze e titoli a Luigi e Alessandro Livoli che si distinsero nella campagna laziale del 1527 contro le orde borboniche. Si ha notizia di un certo Giulio del casato dei Livoli che appartenne all' Ordine dei Templari nel 1704, dal 1700 molti rami del casato dei Livoli si estinsero e rimasero alcuni rami nella zona di Monticello con possedimenti di terre fino al confine di Terracina.

Lo stemma della famiglia Livoli allegato è stato gentilmente fornito dal Signor Vittorio Livoli di Roma, avuto dal nonno Crescenzo il quale molti anni indietro decise di eseguire alcune ricerche del casato rivolgendosi all' archivio storico di Caserta.

Originaria di Ravello passata in Bitonto pare con un Sergio Bove, figlio a quanto dicono di un Cioffo, possessore già di un feudo nel Bitonto. Fu aggregata alla nobiltà di Bitonto da tempo remoto e vi rimase iscritta sino all' abolizione generale dei sedili. Per segnalati servizi resi agli Angioini ottenne la famiglia la facoltà di aggiungere un K con corona d' oro allo stemma avito.

Fu ricevuta nell' ordine di Malta più volte: nel 1619 come quarto del cav. Troiano Gentile; nel 1663 come quarto del cav. Antonio Sylos; nel 1745 come quarto del cav. Alvaro Candido e nel 1774 direttamente, mediante le persone dei fratelli Sergio e Nicola. Di questa casa fu Giovanni, Vescovo di Larino nel 1221. Giacomo, figlio di Sergio primo a stabilirsi in Bitonto ai tempi degli Angioini, fu ufficiale del sale per la Regia Corte in Gaeta e Maestro Portulano e Procuratore di Puglia nel 1291. Come la Rogadeo, fu nobilissima in Bitonto e si ricava esserne provata la generosa nobiltà nel 1616, per l' ammissione per giustizia nell' Ordine di Malta del Cavaliere fra Troiano Gentile, del quale la madre era Rebecca Bovio. Luigi, monaco benedettino di Montecassino, fu Vescovo di Melfi e Rapolla nella prima metà del decorso secolo. Per riconoscimento a 1891 la famiglia ottenne il titolo di nobile di Bitonto e con tale titolo è iscritta all' elenco ufficiale e nel Libro d' Oro nobiliare nella persona di Giovanni Battista, di Luigi, di Giovanni. Nel secolo XV un Girolamo per desiderio del pontefice Sisto IV, fu eletto podestà di Sezze.