"Raccolta de' li fatti li più interessanti eseguiti dal Capo Brigante Massaroni per la strada che da Roma conduce a Napoli dall' Anno 1818 fino al 1822... così Bartolomeo Pinelli decise di incidere e collezionare una serie di acqueforti dedicate agli episodi del più feroce brigante di origini Monticellane, più simile ad un principe che indossa abiti alla cacciatora con una non trascurabile eleganza.

Nessuno, nemmeno il più sprovveduto dei viaggiatori stranieri, poteva ignorare le insidie di quel breve tratto della Via Appia compreso fra il presidio pontificio dell' Epitaffio e la guarnigione napoletana della Portella.

Nulla riusciva a trattenere i briganti di Massaroni dall' assaltare carrozze e viaggiatori in transito fra i due confini...preso il bottino e via! a far festa su, al rifugio, di cui divenne l' allora Monte San Biagio.

Riportiamo di seguito la trascrizione originale dei fatti più importanti del temibile Massaroni, trascritti nella raccolta iconografica di B. Pinelli dal titolo:

Events of the Life of Massaroni, an Italian Bandit. Ed. 1823

"li fatti più interessanti...in Monticelli..." la trattazione più completa sarà pubblicata su un libro interamente dedicato a Massaroni e ai capi del brigantaggio edito dall' Associazione "Il Portico dello Scacco", la cui presentazione avverrà nel mese di dicembre 2007.

Accanto alla storiografia iconografica giunta oltre manica di B. Pinelli, esiste un manoscritto che racconta la tragica epopea di un gruppo di banditi capeggiati da Massaroni insediati allora nell' abitato di Monticelli, il manoscritto è stato redatto nel 1870 da un oscuro prete di campagna che finisce per raccogliere le testimonianze dirette degli abitanti di Monticelli per collezionarle in una suggestiva ricostruzione storica. E' altresì una impeccabile rappresentazione delle relazioni umane e delle condizioni di vita che maturarono in un grazioso e tranquillo paese di frontiera, Monticelli appunto, coinvolto dalle scorribande dei briganti di Massaroni, si va dalle descrizioni delle torture riservate ai traditori, alle larghe abitudini sessuali cui le donne del paese si prestavano nei confronti dei briganti durante le feste di banchetto a Monticelli, alla scampato saccheggio del busto di San Biagio rimasto nascosto in un pagliaio e la fine orrenda cui fu sottoposto un abitante del paese per la rabbia dei briganti a seguito del mancato ritrovamento del busto e dei preziosi nella chiesa di San Giovanni Battista e infine la morte di un monticellano impilato vivo e bruciato nell' Albero della Libertà impiantato per poco tempo nella piazza del paese dai francesi.

Grazie ai sequestri, agli attacchi dei convogli lungo l' Appia e ai saccheggi, nei giorni di permanenza di Massaroni a Monticelli scorreva un fiume di denaro, la vita oziosa, le giornate indimenticabili di ubriacature e di interminabili sfoghi sessuali portarono Monticelli al soprannome di un isola di vita facile, questo non fece altro che attirare balordi, delinquenti e criminali che per associarsi a Massaroni e godere di una vita agiata di denaro bastava recarsi a Monticelli e esibirsi davanti a Massaroni con un atto di violenza: sgozzare un sequestrato o violentare a morte una donna...

Ed ecco qui una parte della "Raccolta de' li fatti li più interessanti eseguiti dal Capo Brigante Massaroni per la strada che da Roma conduce a Napoli...

Un Colonnello Austriaco arrestato da Massaroni è condotto sulle montagne di Valle Viola insieme alla sua guida. Nel disegno Massaroni obbliga il Colonnello a scrivere una lettera per il pagamento di quattromila scudi d' oro, che dovranno essere consegnati indietro dal suo nocchiere. Pagato il riscatto il Colonnello venne accompagnato nei pressi dell' Epitaffio da Massaroni, ma l' aver rilasciato in vita il Colonnello fu un atto mal calcolato, in quanto ben presto gli uomini di Massaroni dovettero far fronte ad oltre tremila uomini dell' esercito austriaco.
Il sequestro dei diciassette collegiali dal seminario di Terracina fu uno degli episodi di sangue che Massaroni eseguì nei pressi di un rifugio vicino Monticelli, per il rilascio furono richiesti sedicimila scudi d' oro ma il mancato pagamento dell' intera somma scatenò l' ira di Massaroni contro due collegiali le cui teste furono inviate a Terracina a dimostrazione della freddezza dei sequestratori. L' esecuzione di un terzo seminarista fu interrotta per grazia di Massaroni, il boia in quell' occasione era un ragazzo che per arruolarsi nel gruppo di Massaroni doveva dinanzi a lui dimostrare la capacità di uccidere.

Durante uno dei tanti festini che Massaroni teneva a Monticelli per festeggiare le riuscite azioni di saccheggio lungo l' Appia, quella del festeggiamento dei sedicimila scudi d' oro pagati come riscatto del sequestro dei collegiali, fu fatale per la banda di Massaroni: l' esercito austriaco irruppe in Monticelli attaccando d' improvviso la banda di Massaroni con le loro donne mentre festeggiavano il lieto evento del guadagno, nel disegno di Pinelli viene rappresentato lo scontro a fuoco nel centro storico di Monte San Biagio, data l' irruzione improvvisa dell' esercito si nota la disperata difesa del gruppo e delle donne, che si difesero a colpi estremi addirittura a colpi di chitarra.

Massaroni e due dei suoi uomini riuscirono a fuggire allo scontro a fuoco e a rifugiarsi in un vecchio solaio di un' abitazione a Monticelli. I soldati riuscirono comunque a scovare i banditi, uno di essi fu colpito da una scarica di fucilate che i soldati inflissero dal piano inferiore dell' abitazione proprio mentre il malcapitato brigante era intento nei suoi bisogni fisiologici. Il secondo bandito dopo aver colpito otto soldati austriaci fu ucciso da una scarica di fucilate mentre si arrampicava sul tetto dell' abitazione. Massaroni morente per le ferite inferte venne portato a Fondi dove dopo due giorni morì e la sua testa venne tagliata per il riscatto della taglia.

Ecco un episodio che raffigura Massaroni come un bandito galantuomo: nei pressi di Portella venne sequestrata una ballerina di un gruppo teatrale in viaggio lungo l' Appia verso Napoli. Massaroni colpito dalla folgorante bellezza della donna, decise di porla a cura di una vecchia e povera donna filatrice, dopo alcuni giorni Massaroni a premio delle cure che la donna dimostrò alla vecchia e povera filatrice, diede come premio la liberazione e il dono di un orologio d' oro in ricordo della simpatia che il bandito ebbe verso di lei.

Il fascino verso le belle donne venne ancora una volta dimostrato da Massaroni quando decise di sequestrare la figlia di un ricco proprietario di vigneti a Monticelli: il sequestro venne condotto nei pressi di Portella mentre la bella e giovane donna lavava i panni con le sue amiche. La donna fu tenuta sequestrata in una grotta nei pressi di Valle Viola e dopo alcuni giorni venne rilasciata lungo l' Appia.

Il tentato sequestro del Signor Baldini, ricco gioielliere di Roma non andò a buon fine allorchè Massaroni con i suoi uomini si imbattè in uno scontro a fuoco con i Carabinieri Reali nei pressi di Monticelli, nel disegno di Pinelli si intravvede Portella, la Torre e Monte Arcano a guardia di Monte San Biagio.