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Nutrito il numero delle donne ed importante il loro ruolo nell’ organizzazione del brigantaggio, nomi che fecero parte delle varie bande brigantesche rimaste nell’ anonimato e comunque meno conosciute di chi legò la propria vita a quella di celebri capo banda. Le donne non hanno costituito proprie bande, né sono state, salvo rare eccezioni, a capo di qualcuna di esse, ma di certo non accettarono di essere delle semplici concubine o di divenire le "mantenute" dei briganti.
Siamo in presenza di vere brigantesse : ".. spararono con il fucile, furono leste di coltello e abili nell’ affibbiare la cartucciera sui pantaloni" (da "Ritratti di Brigantesse" di Mario Restivo) o abili ad adescare qualche soldato di guardia al Confine e poi "evirarlo" selvaggiamente. Il loro ruolo è stato tanto più degno di nota se solo si tiene presente la condizione della donna a quel tempo.
Appare evidente che i briganti sentissero la necessità di ricostruire, sia pure parzialmente, un habitat a loro familiare nei continui spostamenti e, per essere anche più espliciti, è certo che avvertissero il bisogno della presenza femminile indispensabile in tanti frangenti dell’ esistenza. Una figura femminile presente ed attiva, non potendo per lungo tempo "visitare" le loro case, i centri abitati, mentre le fattorie venivano evacuate dalle truppe sabaude per non dar modo ai briganti di trovare appoggi logistici e vettovaglie. Ed è comunque innegabile che le donne, queste donne, seppero reagire ad uno stato di fatto, seppero contrapporsi ad una mentalità più che diffusa che le relegava in una posizione di second’ ordine. Seppero ribellarsi ai pesanti condizionamenti di una morale che le vedeva e concepiva come predestinate alla sottomissione ed alla obbedienza incondizionata. Non che la vita con i briganti fosse costellata sempre ed in ogni dove da gratificazioni e soddisfazioni. Ben lungi da noi una simile convinzione.
La stampa le definì "amazzoni" e spiegò come esse indossarono con disinvoltura gli abiti maschili, condividendo i disagi di una vita in clandestinità ed i pericoli costanti e quotidiani. L’ obiettivo era anche quello di dimostrare di non essere inferiori ai loro compagni ed ai briganti in senso lato, persino in ferocia e violenza. Ed era questo un ruolo di difficile lettura ma soprattutto di difficile attuazione. Il loro contributo nelle azioni di guerriglia fu notevole. Divennero, tra l’ altro, le confidenti più sicure, le messaggere meno individuabili, le preziose custodi di piani e programmi segreti.

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