Lungo corso Vittorio Emanuele II si giunge a quello che un tempo era chiamato vicolo della Corte, un tempo sede della Corte locale.

L' edificio risalente al 1200 e tutt' ora esistente era la sede della Corte e vi risiedeva un Governatore e i Giudici dell' Universitas Monticelli, ossia della Comunità di Monticello, corrispondenti oggi al Sindaco con compiti di amministrazione della comunità e del Conciliatore il cui compito era conciliare e giudicare le controversie per azioni personali, civili e commerciali relative ai beni mobili.

Successivamente la casa trovò altre destinazioni, dopo il trasferimento della Segreteria Comunale ospitò la Guardia Urbana e per questo fu fornita di letti e mobilio necessario al vitto e alloggio delle guardie che non erano residenti nel comune di Monticello o che spesso dovevavo sostare per servizio dopo aver varcato il confine.

La Casa della Corte dopo che venne smantellata come casa ad uso di guarnigioni militari venne anche data in affitto qualche anno ad una famiglia di Monte San Biagio dietro pagamento di una pigione annua al Comune stesso, infatti una delibera del 1863 concesse in affitto la casa alla famiglia di un sottotenente della Guardia Nazionale di Monte San Biagio come merito al coraggio a cui si era distinto nella difesa del Comune.

Con l' unificazione d' Italia, la casa venne poi adibita a scuola per i fanciulli di Monte San Biagio, l' edificio risultava come oggi composto di due piani, con due ingressi diversi il primo a destra per gli alunni di sesso maschile, il secondo a sinistra con scala per accesso al piano superiore, per le alunne.

Sulla facciata è scolpito uno stemma con una mano che impugna un ramoscello d' ulivo che sembra offrirlo nel gesto raffigurato, sotto di esso e' scolpita una frase che potrebbe essere così tradotta: "Questa illustre casa, qual residenza dei giudicanti, dove si amministra giustizia che è una emanazione del potere sovrano, ed è residenza dei seniori del popolo che meritano ogni riguardo per la splendida loro qualità sociale, ha per arma gentilizia l' ulivo, quell' albero che fu nunzio al cessato diluvio dietro i cenni dell' Eterno che si rappacificò con l' uomo".

L' ulivo quindi simboleggia lo sforzo al quale doveva tendere chiunque cercasse giustizia presso la Corte al fine di raggiungere una soluzione pacifica tra le parti.

La posizione attuale dello stemma non è quella originaria, in quanto ha subito vari spostamenti per effetto di restauri dovuti alla facciata e l' allargamento della porte e degli infissi della casa.

La Casa della Corte in questi ultimi anni è stata sede della Biblioteca Comunale di Monte San Biagio, questo fino ad aprile 2006, ora la Biblioteca ha trovato una nuova e più ampia e moderna collocazione nei locali davanti al Palazzo Comunale.

Cifr. dal libro "Odonomastica Monticellana" di Giovanni e Annibale Mansillo.