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Nella piazzetta del paese si può ammirare il portico stile gotico dell' abitazione
di Cristoforo Scacco, pittore del XV
secolo.
Nell' androne che fa seguito al porticato, sono presenti due archi ogivali di nobile fattura. Si vuole che il pittore sia nato a Monte San Biagio, egli operò nel paese con attività intensa anche a Fondi, Lenola e Nola, dal 1493, data del polittico di Penta (SA), nel museo di Capodimonte, al 1500, data del polittico di Sessa Aurunca nel Museo Campano di Capua e del polittico di Monte San Biagio.
Il Cardinale Giovanni Colonna, morto il 26 settembre 1508, donò allo Scacco 25 vani situati nei pressi dell' abitazione del pittore per i suoi meriti artistici svolti presso le varie chiese della zona.
L' abitazione dello Scacco è anche chiamata Casa del Vescovo, si tramanda che in essa vi morì nel 1537 il Vescovo di Fondi Giacomo Pellegrino. Nel paese è assai comune chiamare il portico con la denominazione di arco di San Rocco, per la presenza di un' edicola posta nell' angolo sinistro del porticato e dedicata a San Rocco.
Poche e scarne le notizie che consentono di ricostruire la vicenda biografica di Cristoforo Scacco da Verona. L' indicazione geografica spesso apposta accanto alla firma ne lascerebbe immaginare a buon diritto la provenienza veronese. La "Visitatio ecclesiae castri Monticelli" di Mons. G. B. Camparini del 1599 lo definisce "Olim civi dictae terrae Monticelli", nonché beneficiario di una donazione in territorio laziale da parte del cardinale G. Colonna. Il documento è una buona prova della sua probabile residenza a Monte San Biagio: in questo piccolo paese stabilisce il centro della sua attività, con frequenti presenze in Terra di Lavoro, a Napoli e nel salernitano.
Al 1499 rimanda
un documento che ricorda il pittore impegnato in S. Giovanni a Carbonara a
Napoli, per conto della duchessa Lucrezia del Balzo, mentre all' anno successivo
si data lo Sposalizio mistico di Santa Caterina tra i Santi Giovanni Battista ed
Evangelista a Monte San Biagio ed il Polittico della croce per Sessa Aurunca,
oggi a Capua. L' iscrizione apposta a piè della prima opera ne tramanda la
commissione da parte di un "Dominus Evangelista Scaccho de Monticello…canonicus
salernitanus": questo un ulteriore legame con la cittadina di Monte
S.Biagio ed un possibile aggangio per la successiva presenza dell' artista nella
città di Salerno, con il S. Michele Arcangelo della chiesa di S. Pietro in
Vincoli. Questa tavola, conservata nel Museo Diocesano di Salerno, è
considerata l' ultima produzione dell' artista.

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